SLA: con gli omega-3 si rischia meno

admin on 06 26, 2009

omega3

Una dieta ricca in acidi grassi poliinsaturi (PUFA) omega-3 e vitamina E riduce il rischio di sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Nonostante i molti studi che hanno investigato la correlazione fra fattori ambientali ed SLA, età, sesso e fumo sono i soli fattori di rischio conosciuti. Diversi processi patologici, che non si escludono l’uno con l’altro, possono contribuire alla morte dei motoneuroni nella SLA secondo un modello detto “di convergenza”, fra cui stress ossidativo, disfunzioni mitocondrali, errori proteici, strangolazione assonale, apoptosi, infiammazione, eccitotossicità da glutammato e difetti nella biologia della neurotrofina. I fattori nutritivi possono influenzare questi processi e pertanto influenzare il rischio di SLA o la sua espressione clinica. La vitamina E potrebbe agire direttamente nella riduzione del rischio, in quanto noto inibitore della perossidazione lipidica, ma potrebbe anche agire indirettamente tramite l’inibizione della perossidazione dei PUFA nutrizionali.
(J Neurol Neurosurg Psychiatr online 2006, pubblicato il 28/4)

Commenti (2)

 

  1. Giovanni scrive:

    Negli ultimi due anni ho raccolto numerosi articoli circa queste molecole che io stesso ritengo assolutamente necessarie al fine di mantenere un ottimale stato di salute psico-fisica e di combattere i processi di invecchiamento. In particolare gli effetti riconosciuti ad EPA e DHA sono:
    - Miglioramento della salute e della fluiditàvdelle membrane cellulari, migliorando inoltre la deformabilità degli eritrociti (globuli rossi);
    -Aumento della presenza sulle membrane cellulari muscolari di recettori per l’insulina, aumentandone così l’affinità;
    -Riduzione della concentrazione ematica di Proteina C reattiva, una delle principali e più pericolose molecole pro-infiammatorie correlata a cardiopatie e diabete;
    -Stimolazione di geni lipolitici a livello del t. adiposo;
    -Aumento della forza massimale inquanto il DHA è il grasso più abbondante nel cervello (40%), il suo apporto migliorerà quindi le prestazioni e la concentrazione negli impegni cognitivi, inoltre esso esso è elettricamente attivo favorendo, grazie alla sua forma, il legame tra neurotrasmettitore e recettore ed è presente nelle aree del cervello dove l’attività elettrica è più alta; Perciò una carenza di DHA interferisce con il reclutamento di unità motorie (gruppi di fibre muscolari) a soglia di attivazione elevata (IIb o IIx);
    -Riduzione dello stato depresivo, agendo sempre a livello del S.N.C.;
    -Notevoli proprietà vasodilatatrici, aumentando la capacità di ossidazione del grasso e aumentando l’ossigenazione dei distretti corporei interessati dall’allenamento, oltre ad avere proprietà protettive per il rischio di infarti;
    -Notevole potere antinfiammatorio (EPA) inquanto inibiscono un enzima (Delta-5-Desaturasi) il cui compito è quello di catalizzare la reazione di trasformazione dell’ Acido diomo-gamma-linolenico (DGLA), derivato dagli acidi grassi omega 6 e precursore degli eicosanoidi buoni, in Acido Arachidonico, precursore degli eicosanoidi cattivi.
    L’ultimo elaborato del dott. Barry Sears, intitolato “Magri per sempre”, riporta le dosi indicate a seconda delle diverse finalità:
    -Mantenimento del benessere—>2,5 g/day;
    -Obesità—>5,0 g/day;
    -Diabete tipo II, cardiopatie—>5,0 g/day;
    -Prima dell’inizio della dieta—>5,0 g/day;
    -Dolori infiammatori cronici—>7,5 g/day;
    -Disfunzioni neurologiche in atto—>10 g/day;
    Termino questo commento con la personale testimonianza del funzionamento di questo prodotto.

    Un ringrazioamento particolare ad Andrea che ha creato questo sito, mettendo a disposizione di istruttori, appassionati e chiunque voglia dire la propria uno spazio libero da pregiudizi e preconcetti TALVOLTA inutilmente eretti dalla casta medica.

  2. Giovanni scrive:

    Di notevole importanza risulta essere la correlazione tra l’assunzione di omega 3 in correlazione all’integrazione di Vit. E, le cui proprietà antiossidanti impediscono, o limitano, la perossidazione lipidica la quale risulta notevolmente dannosa per la membrana cellulare di tutte le cellule dell’organismo.
    Curiosa e di rilevante interesse sembra essere inoltre l’abbinamento omega 3-Coenzima Q10. Anche di quest’ultimo sono state riconosciute le proprietà anti ossidanti, oltre che un importantissimo ruolo nella produzione di energia (ATP) attraverso la catena respiratoria mitocondriale (o fosforilazione ossidativa).

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